I CONTROLLI INVERNALI

Siamo ormai prossimi all’inverno e la nostra auto ha bisogno di un piccolo check-up “fai da te” per affrontare nel miglior modo possibile le basse temperature e le avverse condizioni meteo che ci attendono.
Una delle prime cosa da fare, direi indispensabile per il corretto funzionamento del motore, è verificare che ci sia la corretta quantità di liquido antigelo all’interno del radiatore. Esiste in commercio nelle linee di utensili per auto, anche un densimetro antigelo che permette questa verifica, ad un prezzo solitamente molto economico.
Non trascuriamo poi di verificare tutti i livelli dei liquidi, quello del lavavetri che in inverno viene usato di frequente (si consiglia di utilizzare liquido lavavetri che resista a temperature almeno fino a -20°C) e il livello dell’olio che sia in linea con le tacche di riferimento sull’asta (in caso contrario provvediamo ad un rabbocco).
La pressione delle gomme, che rispetti i valori prescritti dalla casa automobilistica e lo spessore del battistrada che non sia inferiore ai termini di legge (1,6 mm).
Se possibile cerchiamo di verificare anche se le pastiglie freno siano al di sopra del livello minimo (circa 2 mm), dato che le peggiori condizioni del manto stradale andranno ad allungare  lo spazio di frenata.
Spazzole tergicristallo in buone condizioni: pioggia, neve e gelo potrebbero comprometterne il buon funzionamento e la corretta visibilità del parabrezza.
Ricordiamoci di avere sempre una lampadina di scorta nell’eventualità che essa si possa bruciare, magari mentre siamo lontani da casa e di portarci sempre un mini-kit di utensili con torcia e guanti per intervenire nei casi di emergenza.
Infine facciamo verificare lo stato della batteria, che con il freddo e il gelo se non è in buone condizioni potrebbe lasciarci a piedi improvvisamente. In questi casi, è possibile sopperire al guasto della batteria utilizzando un’avviatore di emergenza (detto “booster”) che permette l’avvio del motore e pertanto ci permette di ripartire con l’auto perlomeno fino a destinazione.
Teoricamente se la batteria non è sotto la soglia minima di tensione è possibile che recuperi quel tanto che basta per circolare ancora un po’. L’avviatore collegato ai poli della batteria trasmette una corrente di spunto (sostituendosi quindi alla batteria) tale da avviare i motori anche più esigenti.

PNEUMATICI INVERNALI O CATENE DA NEVE ??


In questo periodo l’argomento più discusso riguarda il provvedimento preso da alcune province lombarde, che obbliga sostanzialmente tutte le vetture circolanti ad utilizzare pneumatici invernali o catene da neve a bordo dal 15 novembre al 31 marzo.
Questo provvedimento ha destato molta confusione negli automobilisti, proprio perché è arrivata all’ultimo momento, senza preavviso e soprattutto senza aver sufficientemente informato gli utenti sui vantaggi del provvedimento e spiegando adeguatamente i possibili  motivi che hanno portato a questa decisione tardiva ma dovuta.

Ricordate tutti l’anno scorso, la viabilità lombarda bloccata per diversi giorni, ogni qualvolta cadeva della neve sulle nostre strade. Questa paralisi del sistema avvenne per diverse cause, non imputabili soltanto alla mancanza di prevenzione da parte delle società che gestiscono le strade lombarde, ma anche legata alla mancanza di “cultura della sicurezza stradale” tipica del nostro paese. Infatti nel resto d’Europa, questa norma esiste da tempo e non ha mai sollevato polemiche o malcontenti.
Le condizioni meteo negli ultimi anni sono peggiorate,  il traffico è aumentato in modo esponenziale, le società che si occupano della prevenzione stradale hanno tagliato i costi, ma fortunatamente la tecnologia ci viene incontro. Quando si parla di mancanza di "cultura della sicurezza", ci si riferisce al fatto che molte persone, non si preoccupano minimamente delle condizioni stradali e si avviano ad utilizzare strade e autostrade senza pensare alla sicurezza propria e degli altri in condizioni di neve sul manto stradale.
Il montaggio delle catene è fondamentale per evitare la perdita di controllo del veicolo e per mantenere comunque la trazione dell’auto sull’asfalto; questo semplice accorgimento andrebbe fatto prima di uscire dal proprio garage, evitando così gli ingorghi spesso legati alla mancanza delle catene stesse sui pneumatici e all’intraversamento del veicolo che poi va a bloccare la circolazione stradale.
L’alternativa del montaggio di pneumatici invernali è invece un’operazione che va al di là della normale prevenzione e sicurezza in caso di neve, dato che la tipologia della mescola e della struttura della gomma permette una maggiore aderenza e stabilità in tutte le condizioni meteo critiche (pioggia, ghiaccio, asfalto viscido) che si possono presentare durante la stagione invernale.
Il vantaggio è quello di non dover montare niente nel momento in cui nevica (particolarmente critico per il pubblico femminile), ma soprattutto di viaggiare in piena sicurezza, ovviamente sempre con la prudenza necessaria, ma in ogni condizione e in ogni circostanza (strade di montagna, curve e discese pericolose…).
Inoltre il montaggio di queste gomme, di cui si percepiscono subito i vantaggi nella guida, deve essere visto come un investimento in sicurezza e non come spesa “non necessaria”, dato che il treno di gomme estivo smontato in autunno, può essere rimontato in primavera, garantendo così  il doppio della durata dei 2 treni di pneumatici.

Molti automobilisti, i più preparati per lo più, per evitare lo smontaggio e rimontaggio più volte durante l’anno si organizzano montando le gomme invernali su un’altro treno di cerchi, così da poter effettuare in maniera diciamo “fai da te” la sostituzione.
Infatti la sostituzione dei soli cerchi non comporta particolari difficoltà, basta operare per i “neofiti”, come se si dovesse montare una gomma di scorta.
Occorrono quindi utensili e attrezzature per un minimo intervento sull’auto.  Servono quindi un cric di sollevamento con rispettiva colonnetta di sostegno (da fissare negli opportuni spazi del sottoscocca), una chiave a croce, per lo svitamento dei bulloni (i più attrezzati hanno avvitatore ad aria compressa e relativo compressore) e una chiave dinamometrica per il corretto serraggio dei bulloni durante la fase di montaggio del  cerchio.
Come sottolineato nell’articolo riguardante le chiavi dinamometriche, si consiglia sempre di verificare la coppia di serraggio definita dalla casa automobilistica per ogni singola vettura.


CARICABATTERIA E MANTENITORI DI CARICA ELETTRONICI

Capita spesso ad inizio primavera, di andare a riavviare la nostra moto, rimasta magari a riposo durante un lungo rigido inverno e nel momento in cui viene premuto il pulsante start … niente, nessun segno di vita!

La batteria ci ha “abbandonato” e siamo costretti ad acquistarne una nuova.
Oggi in “utensili auto”, parliamo di questo problema che può essere risolto utilizzando degli specifici mantenitori di carica che possono essere utilizzati per tutto il periodo di fermo del veicolo.
Non sono altro che dei caricabatterie elettronici che monitorizzano e mantengono cariche le batterie, gestendo direttamente il ciclo di carica in diverse fasi; solitamente è possibile utilizzarli su tutti i tipi di batterie montati sulle moto, sia le classiche con acido, sia le moderne a Gel.
Il caricabatterie si regola automaticamente utilizzando la modalità carica, quando la batteria è sotto il 100% e scende quindi sotto i 12 Volt standard, oppure in modalità mantenimento quando la batteria è completamente carica e si vuole mantenerla sempre al top per diversi mesi.
La corrente di ricarica viene quindi gestita dallo strumento, che verifica costantemente il livello di carica, e si attiva di conseguenza. I modelli esistenti, normalmente si diversificano dalle correnti di ricarica utilizzate, differenti a seconda della tipologia di veicolo su cui si vanno ad usare, o meglio in base alla capacità delle batterie.
Normalmente questi strumenti sono dotati di accessori per il collegamento diretto al veicolo, tramite occhielli da posizionare sui poli della batteria, le classiche pinze e per le moto più “evolute” anche il connettore per presa accendisigari.
Ci sono modelli indicati per le moto (i primi a diffondersi), ma ultimamente si sono diffusi anche prodotti specifici per auto, furgoni, barche, ecc…
I caricabatterie elettronici si trovano di vari marchi con prezzi diversi, partendo dalla grande distribuzione con prodotti economici, spesso di importazione, fino ai prodotti più professionali trattati da specialisti del settore delle attrezzature e utensili per moto e auto.

SOSTITUZIONE DELLE CANDELE

La candela di accensione deve trasmettere l’energia di accensione alla camera di combustione e attivare la combustione della miscela aria-carburante attraverso le scintille elettriche fra gli elettrodi.
La scarica avviene con tensioni anche superiori ai 20kV. La candela viene altamente sollecitata meccanicamente, chimicamente e soprattutto termicamente.
Il grado termico rappresenta una misura del carico termico della candela di accensione; poiché motori differenti producono diverse quantità di calore nella camera di combustione, sono necessarie delle candele di accensione con dei gradi termici corrispondenti.
In base alle diverse sollecitazioni termiche dei vari tipi di motore vengono impiegate delle candele di accensione con gradi termici differenti. In questo caso vale:
-          Tanto minore è il coefficiente del grado termico della candela, tanto maggiore è la sua resistenza all’autoaccensione;
-          Tanto maggiore è il coefficiente del grado termico della candela, tanto minore è la sua resistenza all’autoaccensione e tanto maggiore è la resistenza all’imbrattamento.
E’ molto importante anche la corretta valutazione delle candele di accensione. L’aspetto della parte della candela di accensione sul lato della camera di combustione  (la faccia della candela) indica dopo almeno 1000 Km se la candela lavora in modo corretto o difettoso, informa sulla composizione della miscela, sulla distribuzione della miscela e sullo stato del motore (consumo dell’olio, pistoni, ecc…). Prima del controllo il veicolo dovrebbe viaggiare per almeno 10 Km con un carico medio ed evitare un lungo funzionamento al minimo prima dello spegnimento.



Aspetto candela                                                                  Causa
Imbrattato di fuliggine                                   Regolazione errata della miscela, miscela troppo grassa, filtro aria sporco. Verificare se grado termico candela è troppo basso
Sporco d’olio                                                  Troppo olio nella camera di combustione; anelli del pistone, cilindri o guide delle valvole troppo logorati; nei motori a 2 tempi troppo olio nella miscela

Surriscaldamento                                           Sovraccarico termico dovuto all’accensione, ad esempio a causa di residui combusti nella camera di combustione, valvole difettose, coefficiente termico troppo elevato
                                              
Il funzionamento della candela e del motore possono risentire ed avere
evidenti problemi  se si effettua un’errata coppia di serraggio
Coppie di serraggio per candele a sede piana (con guarnizione):

18 mm
14 mm
12 mm
10 mm
Testata in alluminio
35-40 Nm
25-30 Nm
15-20 Nm
10-12 Nm


Coppie di serraggio per candele a sede conica :

18 mm
14 mm
Testata in alluminio
20-30 Nm
 10-20 Nm


UTENSILI SPECIALI PER MOTORI

Oggi entreremo nel dettaglio di alcune attrezzature specifiche utilizzate per la manutenzione delle autovetture.
Durante la sostituzione della cinghia di distribuzione (seguire sempre la data o i km di sostituzione raccomandati dalla casa automobilistica) o in altre situazioni di verifica del motore, è necessario seguire una ben definita procedura di rimessa in fasatura del motore.
Normalmente concessionarie e officine autorizzate utilizzano set di utensili speciali distribuiti dalle case automobilistiche che servono per  rimettere in perfetta sincronia il motore oggetto di verifica o manutenzione, mantenendo le dovute posizioni per albero a camme e albero motore.
Non tutti sanno però che esistono in commercio diverse marchi produttori di attrezzature aftermarket, che permettono la medesima operazione, con costi notevolmente inferiori, ma soprattutto con lo stesso risultato di quelli originali!
 Questi utensili hanno assunto particolare importanza dopo il 2002, quando è stata introdotta una legge europea che permette agli autoriparatori indipendenti di poter riparare in garanzia anche autovetture nuove. Ovviamente il tutto deve essere certificato e i ricambi utilizzati devono essere riconosciuti come “equivalenti agli originali” per poter  rientrare nel regolamento sopracitato.
Questi “kit” di fasatura dei motori sono solitamente suddivisi per marca automobilistica, raggruppando all’interno tutta una serie di utensili speciali da utilizzare sui vari modelli di auto e sulle diverse cilindrate e tipologie di motore (benzina e diesel). Sono normalmente corredati di un esplicativo manuale istruzioni che segue passo passo i passaggi di messa in fase dei vari motori. 
Sono ormai molti i professionisti che ne fanno uso, proprio perché l’operazione riesca nel miglior modo possibile, ma soprattutto che sia fatto con estrema precisione, data l’importanza della corretta sincronizzazione del motore.
Sono ormai superati i tempi in cui bastava un segno di riferimento tracciato a mano sul motore per garantire la corretta riparazione; oggi le tolleranze in gioco sono molto ridotte e i sincronismi sempre più importanti. Molte officine multimarca si sono ormai dotate di questi kit per le loro operazioni di manutenzione,  garantendo, con investimenti ridotti, precisione e sicurezza dei risultati.


CASSETTE E VALIGIE PORTA UTENSILI


Sempre maggiori utilizzatori si orientano all’acquisto verso questa tipologia di prodotto, prodotto un tempo ritenuto “povero” ed oggi invece con una forte richiesta e adatto sia alle esigenze del fai da te (manutenzione auto e moto, ecc…) sia del semiprofessionista.

Un tempo erano ritenuti prodotti poveri, utilizzati solo per contenere e trasportare gli utensili. Oggi si è sviluppato un sempre più deciso impegno nell’innovarne il design.

Sviluppo trainato anche dall’ampliamento del mercato dei potenziali clienti. Non più soltanto elettricisti, installatori, idraulici, manutentori, ma anche hobbysti più o meno evoluti e semi-professionisti.
Proprio questo importante ingresso nella dimensione “fai da te”, ha portato i marchi produttori di cassette e valige portautensili a far evolvere il prodotto, con una ricerca indirizzata ad introdurre sempre nuovi materiali e a ricercare soluzioni che sappiano abbinare estetica e funzionalità, eleganza, resistenza ed ergonomia.
Si trovano dai bauli ad elevata capienza, che possono contenere elettroutensili ed accessori, che, con le ruote di cui sono muniti possono essere facilmente ed agevolmente trascinati senza fatica, oppure le valigette in alluminio, meno ingombranti e spesso dotate di tracolla, con interni in gomma piuma per attutire gli urti e proteggere le apparecchiature elettriche ed elettroniche.
Un altro aspetto al quale è stata riposta particolare attenzione è quello relativo al materiale impiegato: oltre all’alluminio c’è la plastica, con una ricerca continua orientata a materiali che sappiano unire estetica, comfort, resistenza, leggerezza e solidità.


Si utilizzano così, ad esempio, resine in ABS, che presentano basso assorbimento di umidità, elevata rigidità e tenacità, resistenza agli urti e alle scalfitture. Oppure il PVC con opportune mescole garantisce al materiale di essere rigido, duro, sensibile all’intaglio e con elevata resistenza meccanica. In alternativa troviamo il polipropilene o leghe leggere di alluminio.
Un altro aspetto da tenere presente nella scelta, sono i particolari tecnici che aumentano la resistenza e la funzionalità delle valigette e delle cassette portautensili. Molti gli esempi: si va dalle maniglie ergonomiche a scomparsa, alle doppie chiusure con lucchetti; dai pannelli elastici per trattenere gli utensili alle tasche interne portadocumenti; dai vani portaminuterie agli scomparti portapunte.


CARRELLI E ARMADI PORTAUTENSILI

L’ergonomia e la sicurezza sono fondamentali nella scelta del carrello porta utensili o di armadi da parete. I particolari, come le maniglie a filo delle cassettiere o l’utilizzo di lamiere schiacciate e non a taglio sono ormai soluzioni diventate di serie così come i sistemi antiribaltamento o le chiusure di sicurezza centralizzate.
Sono ancora il ferro e la lamiera i principali materiali utilizzati e ciò proprio in funzione di quei requisiti di portata, affidabilità e durabilità che si richiedono in questa tipologia di prodotti. Ma, oltre al ferro, compaiono per esempio molti accessori e finiture in altri materiali come la plastica, che perfezionano anche esteticamente i prodotti.
Sempre più importante è poi l’attenzione ai temi dell’ergonomia e della sicurezza. Lo si nota nei piccoli particolari, come le maniglie a filo delle cassettiere, per evitare pericolose sporgenze, o l’utilizzo di lamiere schiacciate e non a taglio. Ma anche in soluzioni ormai diventate di serie, come ad esempio i sistemi di antiribaltamento inseriti nelle cassettiere e nei carrelli o le chiusure di sicurezza centralizzate.
Un ultimo aspetto che spesso fa la differenza nell’acquisto di un carrello o armadio è rappresentato dalla modularità e possibilità di personalizzazione del prodotto. Ciò significa cercare un prodotto che consenta di sfruttare al massimo lo spazio disponibile  e  che dia la flessibilità per rispondere alle specifiche esigenze di ciascun cliente. Per esempio, proporre una struttura che sia modulare ma al tempo stesso personalizzabile, con la possibilità cioè di introdurre molteplici accessori in funzione delle proprie necessità. Altro esempio è la possibilità di acquistare gli utensili in specifici termoformati  in plastica o morbidi (tipo spugna). Si trovano produttori che danno la possibilità di assortire ogni carrello con gli utensili prestabiliti  in termoformati ben precisi che si alloggiano perfettamente nei cassetti.
Quì si può scegliere tra serie di cacciaviti, brugole, bussole, pinze e chiavi già predisposte ordinatamente all’interno di ogni vano per garantire una facile ricerca della misura desiderata, senza perdite di tempo prima e dopo l’utilizzo.

CHIAVI DINAMOMETRICHE

Capita spesso di fare delle piccole manutenzioni alla propria auto o moto, e in questo caso occorre dotarsi degli utensili adatti per non commettere errori che possono sembrare banali, ma che oggi giorno sono alla base dell’affidabilità della propria auto.


Ad esempio, come avrete già avuto modo di vedere durante la sostituzione delle vostre gomme, è necessario smontare i bulloni di bloccaggio del cerchio, magari attraverso degli avvitatori pneumatici, dato che spesso sono bloccati o particolarmente difficili da svitare.
Per eseguire correttamente l’operazione, è di fondamentale importanza la fase di rimontaggio dei cerchi e il corretto serraggio dei bulloni.
Infatti la durata dei collegamenti a vite è determinata principalmente da chi esegue il serraggio e in misura assai minore dal progettista o dal fabbricante delle viti.
Per una durata ottimale del collegamento è indispensabile l’applicazione di un corretto precarico della vite. 
Il sistema più semplice ed efficace per operare serraggi a valori prestabiliti è l’uso di chiavi dinamometriche.
Ogni casa automobilistica, per ogni modello di auto prescrive delle coppie di serraggio ben definite, anche se spesso ci capita di vedere professionisti della riparazione che serrano con avvitatori pneumatici fino a  pacco i bulloni, andando ben oltre il limite stabilito dalle case stesse.
Questo modo di serrare, oltre ad essere approssimativo è anche pericoloso, in quanto potrebbe causare ingenti danni ai dischi dei freni e all’intera componentistica della ruota.
A volte il valore di coppia dei vari componenti potrebbero essere presenti sul manuale d’uso e manutenzione della vettura, ma non sempre è così.

Per questo motivo cercheremo di informare professionisti e non, della riparazione, pubblicando qualche dato utile alle varie operazioni di serraggio con utilizzo di valori prestabiliti.
Partiamo con la conversione delle unità di misura che potete trovare sulle chiavi dinamometriche presenti sul mercato o i sui dati di coppia espressi sulle varie tabelle di riferimento.